Workshop news

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Nell’ antico procedimento al Collodio umido, sono coinvolti molti processi  per ottenere una lastra, e ciascuno di essi almeno agli inizi può andare male. Nel corso degli anni necessari di apprendimento,  studio e sperimentazione della tecnica "wet plate" ,  così come chiamata universalmente parlando, il materiale di spreco è stato alquanto considerevole;  le materie prime impiegate e necessarie costano e non poco, come pure i supporti adoperati quali vetro, alluminio e acrilico che normalmente impiego, non tralasciando la conoscenza ed il trattamento (smaltimento compreso), di alcuni prodotti definiti pericolosi.  

Tuttavia per chi ama questo genere di produzioni fotografiche dal tipico sapore vintage, deve essere cosciente fin da subito che nella gestione di questa idea, può succedere che qualcosa vada storto anche in tempi diversi. Ottima è l’idea ad esempio della ricerca di  un “tutor” fruibile nel tempo e di un workshop semplice e ben collaudato come quello che propongo ormai da diversi anni.

Una questione principale per ottenere l'esposizione corretta, è capire dapprima come funzionano le sostanze chimiche in diverse condizioni. Amo la tecnica del wet plate o collodio bagnato e amo realmente il modo attraverso il quale si possono catturare - anche in modo (diverso) - i ritratti, gli still life e tutto quello che può essere rappresentato come se fosse senza tempo, pertanto posso tranquillamente affermare che per apprendere i primi rudimenti, il wet plate,  non è di per sé difficile ma la risoluzione dei problemi potrebbe essere difficile.