Le tonalità del bianco

Quando si pensa al BIANCO nella maggior parte dei casi ci si immagina un colore piatto, unico, declinato in una sola tonalità.
Niente di più sbagliato!
Nonostante il bianco sia un colore acromatico, caratterizzato da una luminosità tale da impedire il riconoscimento di qualunque tono, esistono un’infinità di bianchi.
Il bianco è formato dalla somma di tutti i colori dello spettro elettromagnetico. È un colore con alta luminosità ma senza tinta e infatti viene anche detto acromatico.
Il suo opposto è il nero, che è dato dall’assenza di tutti i colori.


Fino al 1600, gli scienziati ritenevano che il bianco fosse il colore fondamentale della luce e che gli altri colori si ottenessero per addizione. Newton, invece, ha dimostrato che il bianco è formato dalla somma di tutti i colori.
Ringrazio Eleonora Pellegri per il post, in quanto di tanto in tanto è variabili, tuttavia ho voluto condurre degli esperimenti a me così tanto cari, che potrebbero essere di aiuto ad esempio anche all’amico Aldo Marci il quale, ripeto la sua affermazione, ha un modo “selvatico” di fare fotografia itinerante passando da temperature che oscillano da zero gradi a +40 gradi con grande dispendio di risorse ed energie.
Per ottenere immagini ripetibili, ho stampato su piastre di alluminio 13x18 nero per quattro volte di seguito in C.O. una mia diapositiva bianconero esposta e sviluppata per il mio modus operandi; specifico di non aver manipolato con interventi di mascheratura e bruciatura
durante la sessione di stampe eseguite con ingranditore a condensatori e che ho impostato il tempo posa a 10 secondi con diaframma f/5,6.

Ho rilevato il grado di umidita C.O. 55%
- temperatura C.O. 24°
- Collodio formulazione New Guy del 04/2/2018
- Sviluppo solfato ferroso senza zucchero del 31/3/2018
- Fissaggio Ilford Rapid Fixer 1+4 del 25/3/18

 

Data esperimento 27/05/2018

tonalita del bianco 01

- Collodio formulazione New Guy del 04/2/2018
- Sviluppo solfato ferroso senza zucchero del 31/3/2018
- Fissaggio Ilford Rapid Fixer 1+4 del 25/3/18
- Esposizione 10” – f/5,6 – sviluppo 40” (24°) – fix 120” (24°)

tonalita del bianco 02

 

- temperatura C.O. 24°
- Collodio formulazione New Guy del 04/2/2018
- Sviluppo solfato ferroso senza zucchero del 31/3/2018
- Fissaggio Ilford Rapid Fixer 1+4 del 25/3/18
- Esposizione 10” – f/5,6 – sviluppo 40” (15°) – fix 120” (24°)

tonalita del bianco 03 

- temperatura C.O. 24°
- Collodio formulazione New Guy del 04/2/2018
- Sviluppo solfato ferroso senza zucchero del 31/3/2018
- Fissaggio Ilford Rapid Fixer 1+4 del 25/3/18
- Esposizione 10” – f/5,6 – sviluppo 40” (24°) – fix 120” (15°)

tonalita del bianco 04

- temperatura C.O. 24°
- Collodio formulazione New Guy del 04/2/2018
- Sviluppo solfato ferroso senza zucchero del 31/3/2018
- Fissaggio Ilford Rapid Fixer 1+4 del 25/3/18
- Esposizione 10” – f/5,6 – sviluppo 40” (15°) – fix 120” (15°)

 

Va da sé che le lastre osservate “de visu” sono tutt’altra cosa, tuttavia anche con la limitazione del digitale (non tutti i monitor sono tarati allo stesso modo, diversi profili colore, etc) - operato uno scarto del 35% in meno nelle temperature dello sviluppo e fissaggio qualcosa emerge in termini di tonalità del bianco e non solo.
Non sono un chimico e fotografo da sempre con la passione nel cuore. Resto del parere che la scelta di produrre immagini di “successo” sgomberi la mente dalla schiavitù della produzione di massa totalmente meccanizzata e ripetitiva; ben venga se teniamo come punto di riferimento le vecchie immagini prodotte all’epoca, proprio quelle immagini che suscitano in noi stessi - quei sentimenti ancestrali che ben conosciamo.
Concludo con un pensiero di Pelè, il calciatore per intenderci che afferma che proprio il “successo” non è un caso. E’ lavoro duro, perseveranza, apprendimento, studio, sacrificio e soprattutto amore per ciò che si sta facendo o imparando a fare.

 

Gino Mazzanobile©