image elite polaroid

 

Edwin Land.

chi non conosce anche per sentito dire la genialità di questo uomo  che precorse i tempi regalando all’umanità tutta, la possibilità di ritrarre in maniera “riservata” attimi di vita caratteristici; oggi diremmo nel pieno rispetto della privacy, senza passare attraverso i filtri di alcuna censura soprattutto di quella degli addetti al lavoro di sviluppo e stampa dei grandi stabilimenti fotografici.  Land aveva un grande fiuto per gli affari;  si dice che l’invenzione della pellicola a sviluppo immediato sia da attribuire ad una delle sue due figlie che un giorno di un rigido giorno di vigilia di Natale, chiese al papà intento a scattarle un ritratto, il perché bisognava attendere del tempo per visionare, conservare o mostrare così subito all’istante, un attimo di vita impresso per sempre su un supporto denominato fotografia.

Forse da qui inizia l’ascesa di questo grande personaggio che fonda la“  Polaroid Corporation” creando una vasta serie di macchine fotografiche istantanee con pellicole autosviluppanti, le quali non usano tutte lo stesso tipo di carte sensibili.   La maggior parte utilizza pellicole SX-70 o 600.  La pellicola per negativi a colori ebbe origine dalla Kodacolor del 1941, dove è presente l'inversione delle luci e dei colori.   (ndr)

 

uv con flash

immagine ripresa con UV e flash  

Purtroppo o per fortuna Polaroid ha smesso di produrre qualsiasi tipo di pellicola analogica qualche tempo fa, anche se sono reperibili, a prezzi non proprio modici, online nuove pellicole sia di tipo SX-70 che 600 che vengono prodotte da "The Impossible Project": un team di appassionati che si è cimentato nell’ accomodare alla decisione della Polaroid di smettere la produzione delle pellicole per le fotocamere tradizionali bianco e nero e a colori  che tutti ricordiamo per finezza di immagine, resa cromatica e di una fedeltà impareggiabile.   Anche se sono un po’ scettico al riguardo, tuttavia nutro forte ammirazione verso questo gruppo di chimici, fotografi e sperimentatori che con enormi sacrifici in tutti i sensi, stanno tentando di ricomporre la chimica inventata dal marchio Polaroid.   A tal proposito ho a lungo pensato: perché rifare a tutti i costi una specie di torta della nonna senza avere a disposizione gli ingredienti originali?   L’importante è rifare una torta con una ricetta magari leggermente diversa e che necessita di tempistiche che si possano combinare al meglio con gli ingredienti attuali. Sbaglio?  

 

solo uv

immagine ripresa con UV   

 

Tuttavia se facciamo un salto indietro nel tempo, come dimenticare  la richiesta sempre pressante da parte dei clienti di immagini a colori che dovettero attendere gli studi del fisico inglese James Clerk Maxwell il quale nel 1859 dimostrò con un procedimento definito “ mescolanza additiva” che era riuscito a ricreare il colore sovrapponendo la luce rossa, verde e blu, chiamati colori primari additivi, per non parlare di Louis Ducos du Hauron che mise a punto il procedimento che aprì la strada alle emulsioni a colori denominato sottrattivo che utilizza i colori complementari o primari sottrattivi.  L’ applicazione del metodo additivo è la lastra Autochrome dei fratelli Lumière, prodotta nel 1903. La pellicola fotografica di tipo invertibile è figlia del Kodachrome (1935) e dell'Ektachrome (1942), che utilizzarono il metodo sottrattivo con tre differenti strati sensibili, mediante filtri colorati, alle tre frequenze di luci corrispondenti all'azzurro, al rosso e al verde.

Tra questi pensieri e conoscenze fin qui descritte, ho voluto testare le nuove pellicole Impossible, più precisamente: Istant Film Color for use Image & Spectra, utilizzando una macchina “Polaroid Image Elite”.    Ovvio ho dovuto resettare quanto sopra descritto riguardo le vecchie e scomparse Polaroid e ho aperto la mente alla nuova formulazione della Impossible.

Riporto le sensazioni avvertite dalle foto acquisite:  le foto hanno un tono molto Vintage; una sensazione soddisfacente in termini di qualità superiore se paragonate alle prime apparizioni di queste pellicole autosviluppanti  e se consideriamo il fatto che il Team Impossible costantemente è alla ricerca della primitiva formulazione Polaroid.    Ho spinto oltre la mia curiosità senza per questo farmi condizionare dai vari parametri quali,  l’anno di fabbricazione, la temperatura e la manipolazione del film, anche perché come dichiarato nelle specifiche, le variazioni nei risultati non sono prevedibili. Ho scattato nell’arco di 5 minuti tutte e 8 le pellicole al fine di ottenere nell’arco di 60 minuti un quadro generale delle prove effettuate.

L’ immagine della veduta dal mio balcone, è stata realizzata senza l’ausilio del flash della macchina fotografica.

Le immagini floreali, sono state riprese con illuminazione fornita da una lampada CFL da  60 watt daylight 6400k° posta a 60cm dal soggetto e luce flash della fotocamera; si noti la dominante gialla. Le altre composizioni floreali con minore prevalenza giallastra, all'opposto, sono state processate con l’ausilio di luce fornita dalla combinazione di lampade UV e luce flash della stessa fotocamera. 

 

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