5"x7" =Tredicidiciotto
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CALCOLO PER TROVARE LA GIUSTA FOCALE
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Sappiamo che ad un obiettivo
grandangolare da 24mm per il piccolo formato
corrisponde nel formato 4x5”, una focale di circa
90mm.
Supponiamo che il formato di pellicola come nel
nostro caso è 5x7”( pollici ) quindi 13/18, basterà
elevare al quadrato il 5 ed il 7.
Dalla somma dei quadrati che è 74, si calcolerà la
radice quadrata, ed il risultato 8,6 si
moltiplicherà per 25 .mm che è approssimativamente
la misura di un pollice.
25+49)=74
Radice quadrata di 74= 8,6x 2,5= 215.
Un obiettivo da 480 mm nel formato 24x36 è già un
tele spinto, ma nel grande formato è considerato un
moderato teleobiettivo.
MOVIMENTI DELLA FOTOCAMERA
Sia con il banco ottico che con la
folding - per non decentrare il dorso porta
pellicola -, siamo liberi dalla schiavitù del 35mm,
dove l’obiettivo è fisso rispetto al piano della
pellicola stessa. Infatti, con il grande formato,
sia il piano porta ottica che il dorso - nel caso
del banco ottico -, si muovono in direzioni diverse.
Le due parti sono libere e si possono spostare in
tutte le direzioni e pur rimanendo in posizione
parallela, ogni parte può ruotare avanti e indietro
lungo il proprio asse, sia in orizzontale che in
verticale.
A titolo informativo riportiamo di
seguito alcuni movimenti eseguibili con il grande
formato:
assetto standard..
decentramento verticale in alto e
in basso piastra porta ottica.
decentramento del dorso (solo nel
banco ottico).
basculaggio orizzontale del dorso.
basculaggio verticale del dorso.
basculaggio orizzontale
dell’obiettivo.
basculaggio verticale
dell’obiettivo.
COSTRUZIONE STANDARDE
Rifacendoci alle vecchie
realizzazioni d’epoca, riteniamo che il legno è il
materiale più adatto per la costruzione delle
standarde e nel caso specifico, abbiamo usato un
comune compensato marino.
L’alluminio si è prestato benissimo nella
realizzazione dei leveraggi e scorrimenti di cui la
struttura necessita.
La misura della standarda anteriore
è cm 13 per 11 per 3.
Nei punti medi dei lati verticali – come da
fotografia -, attraverso appositi fori, si sono
collegati i meccanismi in alluminio che permettono
la mobilità della stessa.
Forata poi la piastra porta ottica,
della misura uguale all’obiettivo, s’incolla alla
standarda appena descritta.
Per la costruzione della standarda
posteriore, di dimensione cm 25 per 19 per 3,
abbiamo eseguito le operazioni d’incollatura avendo
cura di facilitare con semplici giochi, dei piccoli
movimenti di basculaggio.
Al fine poi di avere tutto in asse
nel senso della larghezza, adagiata alla standarda
posteriore, una cornice mobile conterrà
l’intelaiatura del vetro smerigliato e il porta
chassis per la pellicola. Inquadrato il soggetto da
riprendere sul vetro smerigliato e ottenuta la
necessaria messa a fuoco, basterà far scorrere tale
sistema ed al posto del vetro smerigliato collimerà
perfettamente lo chassis porta pellicola .
COME SI FOTOGRAFA
Fotografare a mano libera è
impensabile, soprattutto per il peso, l’ingombro, il
tempo d’otturazione e il diaframma, che per questo
tipo di riprese normalmente ha valori piuttosto
chiusi.
La nostra fotocamera, tenuta in
bolla, deve essere fissata al treppiede . Si lascia
quindi aperto l’otturatore e l’obiettivo, in modo
che la luce che lo attraversa sia convogliata dentro
il soffietto che a sua volta, la proietta sul vetro
smerigliato e crea un’immagine capovolta e dai lati
invertiti.
A questo punto chinandoci sotto il
famoso panno nero, vedremo l’immagine sulla
superficie del vetro e muovendo le due standarde
unite dal soffietto, si riuscirà a mettere a fuoco
agevolmente fino alla completa nitidezza
dell’immagine.
Fatto questo, si chiude
l’otturatore e si sceglie l’apertura del diaframma
e, avendo anticipatamente caricato al buio lo
chassis porta pellicola, lo inseriremo nel dorso
della fotocamera al posto del vetro smerigliato.
Basterà quindi far scorrere il volè che protegge la
pellicola e pigiare il pulsante di scatto. Avremo
così ottenuto l’esposizione della pellicola o
eventualmente del foglio di carta comune da stampa
per i primi esperimenti. Facile no?
Meno facile ma intuibile è la
percezione di un controllo totale su ciò che si
riprende, tagliando dall’inquadratura le parti
superflue. Si registreranno anche gli scarti nei
valori tonali dell’immagine. La luce catturata
dall’obiettivo sulla pellicola forma un cono
luminoso dove l’immagine rotonda, presenta una
perdita di nitidezza e di luminosità verso i bordi.
E’ bene sapere che, di questo
cerchio luminoso si utilizzerà solo la porzione
corrispondente al formato immagine. Dovremo quindi
fare uso per il formato ricercato nel nostro caso
13x18, la giusta focale.
L’obiettivo adoperato per ottenere
le immagini presenti nell’articolo è un vecchio ma
ancor valido “COMPUR 180 mm 4,5 con valore di
diaframma minimo f/32.
Lasciamo infine il compito di
“parlare” solo a chi osserva le nostre “immagini” in
chiave corretta e propositiva - a prescindere quindi
dalla tecnica o apparecchiatura fotografica
utilizzata -, in quanto solo attraverso tali
immagini, si riesce a comunicare ai posteri grandi
emozioni, che da sempre la fotografia stessa ha
fatto sorgere in ognuno di noi, descrivendo anche
minuziosamente attimi e sensazioni vissuti nel
passato e dei quali la sua testimonianza ha da
sempre reso giusta memoria.
Chi avesse bisogno di delucidazioni
ulteriori può; rivolgersi direttamente a Gino
Mazzanobile scrivendogli all'indirizzo e-mail:
Pubblicato su "Il fotografo" nel mese di Giugno 2005
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