Alla faccia del digitale
5"x7" = tredicidiciotto
Il buco panoramico
Vince sempre il BA.N.CO  
Origami arte di piegare la carta  
Camera Country  
Camera Oscura  
Zoneplates  

 

   

© Gino Mazzanobile 2006-2010

 

5"x7" =Tredicidiciotto

di Gino Mazzanobile & Silvio Colombo

Quando si guarda un vecchio film degli anni 20, non si può rimanere indifferenti alla vista di un curioso personaggio, che ad un certo punto, si china sotto un panno nero dietro un apparecchio ingombrante e tenta in tutti i modi di far stare in posa un soggetto che da lì a poco sarà fotografato. E’ inutile dire che tale scena oggi provoca divertimento ma anche curiosità, per tutto il lavoro che allora avveniva dietro una sola posa fotografica.

A dimostrazione di ciò, basta vedere alcune delle nostre vecchie foto di famiglia, ingiallite dall’inesorabile trascorrere del tempo che, impaginate su vecchi album della nonna, danno sfoggio di se, a testimonianza che furono realizzate proprio grazie a quegli abili pionieri della fotografia, che con i loro ingombranti cavalletti, appesantiti ancora di più dalle fotocamera da ripresa, riuscivano con metodi e modi di lavoro empirici, a creare delle vere e proprie opere d’arte.

L'appassionato dei nostri tempi, non riuscirà a trattenere un risolino sarcastico, alla vista di questi voluminosi scatoloni, buttati magari in qualche sottoscala di condominio, o esposti magari alla rinfusa in qualche bancarella d’oggetti vecchi. Non si tiene, infatti, conto che la presenza di tale materiale, rappresenta ancora oggi il duro cammino che i fotografi specializzati hanno fatto per le realizzazioni d’immagini destinate alla pubblicità, al ritratto, al paesaggio, all’architettura o anche alla semplice sperimentazione pura per tecniche sempre più raffinate e in ogni modo ancora lontane dalla tecnologia digitale.

Visto che la moderna tecnologia ha reso queste fotocamere più leggere, meno ingombranti,ed a volte superaccessoriate,il mistero che aleggia sotto il panno nero sulla testa, suscita ancora oggi molta curiosità e ammirazione di chi desidera passare il proprio tempo libero in camera oscura, evitando di affidare i beneamati negativi ai classici negozi fotografici.

Accadeva abbastanza spesso, infatti, che allo scatto della foto e al conseguente scoppio del flash della luce al magnesio, il soggetto in posa sobbalzasse per la paura. La conseguente stampa proponeva quindi un soggetto “rigido” e non rilassato e naturalmente in posa. Tale circostanza, creava sicuramente un’atmosfera comica, che era propria dell’evento, ma nella realtà, un frammento di storia fotografica nella fumata bianca del lampo di schiarita, s’incorniciava per sempre in un pezzo di pellicola: un attimo di vita appena consumato era stato catturato, e per sempre……….

Oggi, la classica immagine del fotografo, non è quella appena descritta in chiave comica. I veri professionisti, infatti, lasciano immagini affascinanti e il loro modo di lavorare, anche se può sembrare superato, non hanno sconvolto tale concetto e in altre parole quello di scrivere con la luce usando una scatola nera a tenuta, con un buco anteriore per obiettivo, uno posteriore per la pellicola e un sistema di messa a fuoco tramite un soffietto……...

TUTTE LE PIEGHE DEL SOFFIETTO

Si disegnano quattro tronchi di cono sopra un pezzo di pelle nera, con le basi uguali ai lati delle cornici. Tale progetto, consentirà un movimento dolce all’apparecchio e una volta collegate le standarde, darà a tutta la struttura anche la necessaria consistenza. All’interno e tra le pieghe, s’incolleranno poi in modo equidistante, dei listelli di compensato da un millimetro, ed infine s’incolleranno i due lembi che chiuderanno la piramide così costruita.


Con questo non vogliamo denigrare il digitale ma anche qui c’è da studiare e chi crede di prendere in mano una fotocamera di nuova generazione e iniziare a scattare pretendendo foto qualitativamente elevate, ha ancora tanta strada da fare…….
Rimanendo quindi sul “tradizionale”, ci sono fotocamere diverse sia per concezione che per formato di pellicola impiegato. In questo caso parliamo di “banco ottico” e macchine pieghevoli, chiamate “ folding”.

Visto l’impiego prettamente professionale, il loro costo è assai elevato e il reale valore delle stesse resta quindi nel tempo comprensibilmente alto. Le immagini che però si ottengono, giustificano ampiamente le cifre spese e il risultato delle stesse è sempre concretamente superbo.

Ho così provato a costruire con il solito amico Silvio e con pochi mezzi a disposizione, un apparecchio folding.

L’esperimento si è rivelato fin da subito valido e ne sono prova, le lastre 13x18 usate per il formato da noi scelto per la stesura di quest’ articolo.


 
   
 


   

segue articolo 

   


   

Home | Profilo | Articoli | Tecniche | Fotocamere | Fotografia | Eventi |Contatti | Links | Sitemap