Esposizione:
luce riflessa – luce incidente
Gli
amanti del fai da te, che stampano in proprio le
loro fotografie,già al momento dell’esposizione
della pellicola, decidono il binomio
tempo-diaframma, sicuri che, in un secondo momento,
tornerà utile per la stampa finale. Lo strumento
indispensabile per misurare la luce è l’esposimetro,
può essere interno alla fotocamera o separato,
l’importante è che sia usato correttamente.
Tutti
gli esposimetri interni alla fotocamera, misurano la
luce riflessa del soggetto da riprendere è sono
tarati su valori di grigio medio. Le immagini
riprese saranno pertanto fedeli all’originale.
Compito del fotografo creativo, sarà quello di
modificare la misurazione se i soggetti da
riprendere non corrispondono al grigio medio. Se la
zona misurata è chiara, si aumenterà l’esposizione
di circa due diaframmi sovresponendo, per le zone
scure si agirà al contrario sottoesponendo.
La
misurazione a luce incidente, viene di solito
effettuata avvicinando l’esposimetro al soggetto
verso la sorgente di luce che lo illumina,
ricordandosi però di coprire la cellula di lettura
con la calotta opalina, la cui funzione è quella di
diffondere la luce in modo uniforme. Parlando di
misurazioni, importante è non sottovalutare la
misurazione del contrasto di una scena,valuteremo
così se la pellicola in uso riprodurrà fedelmente
tutte le sfumature della luce.
In
media, una pellicola bianconero, restituisce una
differenza di luminosità pari a 8 diaframmi,
infatti, se misurando il contrasto del soggetto
troveremo una differenza fra luci e ombre di otto
diaframmi, la pellicola riprodurrà correttamente
tutti i toni della scena. Se optiamo per un valore
medio,perderemo dettagli sia in luce piena che nelle
ombre, se sovresponiamo guadagneremo nelle ombre ma
bruceremo ancora di più le alte luci, se
sottoesponiamo le luci saranno più
particolareggiate, le ombre invece rimarranno
purtroppo prive di dettaglio.
Sviluppando la pellicola in proprio,l’esposizione è
assolutamente legata allo sviluppo della
pellicola,infatti alterando l’esposizione al momento
della ripresa, modificheremo di conseguenza anche lo
sviluppo finale, al fine di ottenere un contrasto
adeguato sul negativo.
Filtri per il
bianconero
Per
dare il giusto equilibrio tonale ai negativi, uso
spesso i filtri, che lasciano passare il proprio
colore assorbendo al contrario quello complementare.
Il filtro giallo per i paesaggi, ravviva debolmente il
cielo blu, l’arancione
consente di staccare nettamente le nuvole dal
cielo, il verde
invece è ideale per i ritratti,
il blu impiegato
prevalentemente in interni, permette di
correggere la dominante rossastra della luce, il
rosso invece usato particolarmente con la
pellicola “infrared”,
restituisce un cielo nero, la vegetazione chiara, un
effetto che definisco
“chiaro di luna”.
© Gino Mazzanobile 2006-2010
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