Lo sviluppo del negativo

- bianconero -

pellicola spezzone

La comune pellicola fotografica bianconero è un supporto plastico flessibile e trasparente su cui viene distesa chimicamente un'emulsione contenente cristalli fotosensibili di alogenuro d'argento, di forma varia. Le emulsioni vengono sviluppate al fine di avere un risultato positivo su carta (stampa). Il processo di stampa da negativo a positivo è detto di inversione.

Processo chimico/fisico: esposizione dell'emulsione.
 
Quando la luce colpisce un cristallo di alogenuro d'argento, essa viene assorbita con la liberazione di un elettrone. Per formare un'immagine latente, l'elettrone deve muoversi fino a che non trova un germe di sviluppo dell'immagine sulla superficie del cristallo.
L'elettrone, avendo carica negativa, lascia libera una carica positiva (protone) nel punto stesso in cui è stato colpito dal fotone. Nondimeno, l'elettrone e il protone tendono di nuovo ad attrarsi, al fine di annullarsi reciprocamente. Se ciò avviene prima che l'elettrone abbia formato l'immagine latente, l'emulsione risulta meno sensibile di quanto dovrebbe essere in relazione alla dimensione dei granuli in essa contenuta.
 
 
 
pellicola bn
 

 

 

Lo sviluppo.

E’ questa una delle operazioni fondamentali per chi vuole avere il pieno controllo delle proprie immagini dallo scatto iniziale della foto alla stampa finale della stessa nel formato e con le tecniche che illustrerò più avanti.

Metodo e precisione sono alla base di tutto il procedimento al fine di conseguire le tanto sospirate "matrici".

Il trattamento è molto semplice anche se alcune operazioni devono essere effettuate al buio pena l’inutilizzo della pellicola. Anche la temperatura è fondamentale, i bagni di sviluppo come vedremo, dovranno essere tarati tutti a venti gradi, difatti si potrà incorrere nella reticolatura del film che è un fenomeno dovuto allo sbalzo termico subito dalla pellicola durante il suo trattamento o il lavaggio finale. Ma andiamo con ordine, ecco una sequenza di azioni in ordine preciso e ripetibili.

tank1

• -Una volta estratto il rocchetto del negativo dalla fotocamera, se lavoriamo in camera oscura al buio totale, estraiamo la pellicola dal rullino forzandone il coperchietto.

• -Introduciamo nella spirale della tank la coda della pellicola oltre le due sfere d’acciaio di aggancio pellicola.

• -Alternando con movimento rotatorio avanti-indietro, sulle parti esterne della spirale, la pellicola comincerà ad avvolgersi all’interno della stessa.

• -Avvolta tutta la pellicola nella spirale, eliminiamo la parte finale coperta dal nastro adesivo. Introduciamo nel foro centrale della spirale, il cilindretto che serve per mantenere in posizione la spirale stessa all’interno della tank. Avvitato il coperchio a tenuta di luce, tutto è pronto per iniziare lo sviluppo.

spirale1

A questo punto, tutto il resto delle fasi dello sviluppo, si eseguiranno alla luce del giorno o dell’impianto di illuminazione della nostra camera oscura. E’ consigliabile preparare in anticipo alla giusta temperatura la chimica: rivelatore, arresto e fissaggio. Un orologio scandirà il tempo richiesto per ciascun trattamento cui sottoporremo la pellicola nella tank.

Dal coperchio della tank che è un contenitore a tenuta di luce, una volta sollevato il tappo, introdurremo gli agenti di sviluppo attraverso un comodo foro. D’abitudine inizio con un lavaggio della pellicola con sola acqua a venti gradi per cinque minuti. Vuotata la tank dall’acqua, inserisco il rivelatore che avrà il compito di trasformare gli alogenuri d’argento dell’emulsione esposti alla luce, in argento metallico.

acidi  bn

Faccio partire l’orologio, da qui ha inizio il vero e proprio sviluppo. Durante lo sviluppo e per i minuti necessari, ogni casa dà le indicazioni di trattamento per i diversi tipi di pellicola, agito la tank per capovolgimento a intervalli regolari, circa dieci secondi ogni minuto, ricordo che maggiore è l’agitazione più aumenta il contrasto ; solo l’esperienza regola il risultato che si vuole ottenere.

Trascorsi i minuti necessari di sviluppo, vuoto la tank e introduco il bagno d’arresto che ha il compito di bloccare il processo di sviluppo. Successivamente svuotata la tank dal suo contento la riempio nuovamente introducendo questa volta l'ultimo bagno chimico il bagno di fissaggio.

Trascorso il tempo necessario, aperta la tank inizio il lavaggio vero e proprio della pellicola in acqua corrente per circa venti minuti.

Nell’ultimo risciacquo finale, aggiungo poche gocce di sapone per le mani al fine di far scivolare dalla pellicola tutta l’acqua e ridurre la formazione di macchie di calcare, in alternativa l’ultimo risciacquo può essere effettuato con acqua distillata. Per l’asciugatura, appendo la pellicola solitamente con una molletta da bucato, in un luogo asciutto e possibilmente senza polvere, il locale bagno che uso di solito per i trattamenti umidi, si presta benissimo allo scopo.

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