Alla faccia del digitale
5"x7" = tredicidiciotto
Il buco panoramico
Vince sempre il BA.N.CO  
Origami arte di piegare la carta  
Camera Country  
Camera Oscura  
Zoneplates  

 

   

© Gino Mazzanobile 2006-2009

 

 

"Alla faccia del digitale"

COSTRUZIONE FOTOCAMERA A FORO STENOPEICO

In ferramenta abbiamo anche acquistato un sottile foglio d’ottone con spessore di 0,025mm, conosciuto meglio come “carta di Spagna”, su cui abbiamo praticato con un set di aghi inglesi, reperibili in qualsiasi merceria, i fori dal diametro noto.

La prima macchina utilizza solo pellicola da 120 ed il formato che si ottiene è il classico 6x6 cm. Il materiale utilizzato per la costruzione è un ottimo compensato marino, che si presta benissimo alle lavorazioni, non si scheggia né tanto meno si deforma. L’otturatore a scorrimento orizzontale è guidato da due barrette, e una molletta di ritegno impedisce, l’apertura accidentale del foro stenopeico.

Il dorso della macchina, accoglie un comodo orifizio da dove vediamo scorrere sotto gli occhi i numeri delle pose del negativo, l’avanzamento della pellicola avviene tramite la manopola più lunga posta nella parte superiore accanto ad un’altra che apre e chiude la fotocamera.




Sempre in legno e sul fondo della macchina, abbiamo realizzato l’attacco per il treppiede, poiché è davvero impossibile anche in pieno giorno, fotografare a mano libera.

L’interno della foto-camera è verniciato di nero opaco e le doppie battute ad incastro assicurano una perfetta barriera contro qualsiasi infiltrazione di luce.

Per finire, abbiamo applicato un sottile foglio di ciliegio su tutte le superfici esterne delle fotocamere e lucidato il tutto con cera d’api cremosa, al fine di impreziosire i modelli e renderli pertanto unici.

 

 

La seconda macchina è sostanzialmente l’evoluzione della prima, cambia solo la focale che è di 50mm, foro da 0,3 decimi di millimetro e diaframma f 166. I fotogrammi 6x4,5 – 6x6 – 6x7 – 6x9 si ottengono grazie a fresature che accolgono alla bisogna paratie per i formati desiderati.

La terza macchina è stata concepita per il formato 20x25, foro stenopeico da 0,35mm, distanza foro pellicola 90mm, f 256 .

Al fine di impressionare almeno due pellicole o fogli di carta da stampa alla volta, abbiamo costruito uno chassis, cioè un contenitore a prova di luce, che scorre guidato nel dorso della foto-camera. La stessa viene caricata e scaricata dentro il “changing-bag”, il famoso sacco nero che rappresenta una vera comodità anche per questo tipo di operazione.

CAMERA OSCURA : IL NEGATIVO DI CARTA

Questo procedimento chiamato “negativo calotipico” in omaggio a Talbot, prevede lo sviluppo della carta b/n, impressionata con la nostra fotocamera a foro stenopeico, in una camera oscura seguendo tre procedimenti : sviluppo, arresto, fissaggio. Il negativo ottenuto avrà i lati e i toni invertiti e deve essere stampato per contatto nel seguente modo:

su una superficie piana, si collocherà il foglio da impressionare sotto e foglio negativo sopra, emulsione contro emulsione. Una lastra pesante di vetro assicurerà così il sandwich ottenuto.

L’operazione va svolta in ambiente illuminato con luce inattinica.

Si procede poi esponendo i provini sotto una luce bianca, meglio quella dell’ingranditore, che consente di regolare i diaframmi per l’esatto tempo di esposizione. Si passa poi alle consuete fasi di sviluppo, arresto, fissaggio e lavaggio della stampa così ottenuta.

Per chi invece non ha la camera oscura e avrà ripreso con la pellicola, potrà consegnare la stessa ad un laboratorio fotografico per lo sviluppo.

Ai pragmatisti, che si dilettano solo con i propri costrutti, consigliamo sempre di continuare a sperimentare. Andare, infatti, contro corrente riscopre l’ormai perduta manualità al fine di non atrofizzare quel poco di cervello che ancora ci rimane.

Un ultimo suggerimento deve infine essere dato a chi possiede più idee che abilità manuale, o per chi è un seguace delle ideologie di Duchamp, secondo cui la vera opera d’arte è quella che nasce nella nostra testa:

possiamo pure demandare ad altri la creazione di quanto sin qui esposto, o addirittura acquistare dei modelli già fatti, però ci priveremo della gran soddisfazione di costruirci un apparecchio capace di catturare la luce attraverso un piccolo foro e tutto questo,

“alla faccia del digitale”.

 

vedi le foto realizzate

 

PUBBLICATO SU "IL FOTOGRAFO" marzo 2005

Testo e foto stenopeiche di Gino Mazzanobile

Costruzione fotocamere:

Gino Mazzanobile & Silvio Colombo

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