Alla faccia del digitale
5"x7" = tredicidiciotto
Il buco panoramico
Vince sempre il BA.N.CO   
Origami arte di piegare la carta  
Camera Country  
Camera Oscura  
Zoneplaes  

 

 

© Gino Mazzanobile 2006-2010

 

"Alla faccia del digitale"

L’era della trasformazione tecnologica ha portato ad una vera e propria trasformazione della fotografia.

I rullini fotografici, le fotocamere più o meno raffinate, le ottiche intercambiabili, appartengono ad un tempo che sembra ormai molto lontano. L’avvento del digitale sta difatti allontanando sempre di più gli appassionati dalla vecchia camera oscura e dalla ricerca di nuove tecniche di sviluppo manuale, facendo così affievolire l’emozione di creare in modo assolutamente univoco la propria fotografia.

Le riviste del settore oggi propongono con dovizia di particolari, fotocamere digitali sempre più eleganti, facili da usare, con diverse impostazioni utente e risoluzioni molto evolute. Pure il neofito riesce, infatti, ad ottenere da subito buoni risultati e in alcuni casi, degni anche di nota.

E’ però anche vero, che con lo stesso, non ci si potrà addentrare in specifiche discussioni di fotografia, di camera oscura o di quant’altro, poiché la risposta sarà, salvo casi particolari, circoscritta alla semplice digitazione di un tasto……….

La tecnologia, infatti, risparmia al principiante parte del lavoro che prima era d’obbligo a chi si accostava per la prima volta al mondo fotografico.

Importante è ad esempio, fare riferimento ad alcuni dipinti del XIII secolo, eseguiti con dovizia di particolare e perfezione unica e chiedersi come tutto ciò è stato possibile.

Il trucco o meglio la tecnica usata, è da sempre conosciuta come “camera obscura”.

La stessa, infatti, ricrea il fenomeno della formazione delle immagini attraverso un foro in un ambiente buio.

E’ sufficiente ricalcare la forma seppur capovolta che è riprodotta e il gioco è fatto.

Tenendo ulteriormente conto degli sforzi che furono necessari per fissare su un supporto le immagini, si può oggi affermare che le attuali fotocamere, sono delle camere oscure, dove l’ottica di vetro è il “foro stenopeico” di una volta.

Ma cos’è il foro stenopeico? Dal greco “stenos opaios” piccolo foro, è lo strumento più elementare per produrre immagini molto belle, non perfettamente nitide ma sempre leggibili da zero all’infinito.

Facciamo un po' di conti

Lunghezza focale: distanza tra piano- pellicola e foro stenopeico.

25mm: 0,2= f125

50mm: 0,3= f166

90mm: 0,35= f 256

Il risultato ottenuto, una foto-camera “supergrandangolare”, nel primo caso che offre la possibilità di inquadrare mentalmente ottenendo ottimi risultati da subito.

Non è assolutamente necessario che la pellicola o la carta sia planare e tanto meno parallela al piano dell’ottica. Il foro stenopeico, infatti, a parità di focale usa formati di pellicola di maggiore dimensione.

TEMPI DI ESPOSIZIONE DEL " FORO STENOPEICO "

Per maggiore praticità e precisione, abbiamo costruito in cartone due dischetti controrotanti che riportano, il primo i diaframmi da 1.4 a 512 mentre il secondo i tempi da 1/1000 a 30 minuti .

Con un esposimetro esterno o una macchina reflex tradizionale misuriamo la luce della scena, supponiamo di avere la coppia tempo diaframma 1/125 f11. Per un foro stenopeico da f256 si farà coincidere 1/125 con f11, si troveranno 4 secondi in corrispondenza di f256 e la foto è fatta. Facile no?

All’inizio è utile ricordare che, quando abbiamo necessità di fare pratica e testare le nostre fotocamere, bisogna dapprima impressionare la carta b/n comune da stampa fotografica anche multigrade,infatti acquistare subito le pellicole anche di medio- grande formato è sempre un bella spesa. Può sembrare superfluo e banale, ma suggeriamo di anteporre al foro stenopeico il filtro multigrade utile al tipo di ripresa per ottenere sin da subito bellissime immagini.

Ho provato, con l'amico Silvio Colombo molto scettico all'inizio degli esperimenti, che ha condiviso con me per anni la passione per la costruzione di aeromodelli, a costruire una fotocamera a foro stenopeico in legno, partendo da uno dei tanti modelli realizzati in cartone pesante.

Esempio:

- N. 0 con sole forte; - N. 1 con cielo velato; N. 2 con cielo nuvoloso.

Traendo spunto dai numerosi siti internet, ho dimostrato quindi la possibilità di fotografare all’antica, utilizzando anche materiale di scarto e assaporando così la creazione di una tecnica ormai in disuso.

Immagini eseguite con foro stenopeico su carta da stampa e filtro n.2 multigrade

 

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