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Cari lettori,
in questi ultimi tempi avete avuto modo di
apprezzare nel mio sito le costruzioni
realizzate artigianalmente ed in economia,
dal sottoscritto e dal buon Colombo. Tali
opere, si sono dimostrate anche un utile
strumento didattico, portandoci a riflettere
ancora una volta, sul vecchio modo di
fotografare, oggi non più in uso.
E’ nostra intenzione ringraziare ancora una
volta queste pagine che ci ospitano ed
esprimere gratitudine a tutti gli amici che,
come noi, condividono amore e passione per
l’arte di catturare la luce, spronandoci
continuamente con la loro curiosità ad
andare sempre avanti con pazienza e
dedizione.
Se da un lato, infatti, assaporiamo la
soddisfazione di essere riusciti a sradicare
quanti si erano ciecamente affidati al
digitale, dall’altro e nel nostro piccolo,
ricerchiamo sempre nuove soluzioni da
proporre a chi ha la nostra stessa passione
per la fotografia.
Recentemente, un hobbista possessore di una
vecchia fotocamera, ci ha interpellato per
fornirgli spiegazioni sulla realizzazione di
un soffietto a forma tronco-piramidale, in
sostituzione dell’originale, divenuto ormai
con il tempo inservibile. |
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Una rara folding Kodak del 1915, il
soffietto dell'obiettivo è il punto debole
di queste fotocamere |
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Certo,
internet avrebbe potuto risolvergli il problema,
facendogli trovare un manufatto bello e pronto, che
potesse ben adattarsi alla sua fotocamera, magari
anche costoso.
Ma tale soluzione non è per noi, in
quanto tutto ciò che è bello e pronto, a noi non
interessa, in quanto non ha anima. Preferiamo,
infatti, costruire con pazienza e abilità quello che
ci ha richiesto il nostro amico, al fine di
coinvolgerlo nella nostra stessa filosofia di
pensiero. Con l’aiuto dell’amico Federico Scalambra,
esperto in origami ed entrato per l’occasione in
team con noi, ci siamo messi subito al lavoro,
realizzando il progetto che ora vi presentiamo.
Origami è una parola di origine giapponese che
significa "piegare la carta" o "carta piegata",
secondo il contesto della frase in cui viene usata,
e indica una tecnica che permette di realizzare
figure e forme di ogni tipo mediante la piegatura di
uno o più fogli di carta.
Per ottenere queste figure e' necessario solamente
piegare ripetutamente la carta, senza adoperare
strumenti particolari. Le uniche cose indispensabili
sono un pezzo di carta e un'idea da realizzare.
Non esistono regole che impongano di partire da un
foglio quadrato piuttosto che da una qualsiasi altra
forma, tuttavia la maggior parte dei modelli
reperibili su libri e pubblicazioni partono dal
quadrato. Questo e' dovuto a motivi tradizionali: in
Giappone l'Origami e' sempre stato piegato su
quadrati ed ora gran parte dei modelli partono da
"basi" tradizionali ottenute da quadrati.
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Un cigno
rappresentato con tecnica Origami in carta, con la stessa tecnica
è possibile realizzare un soffietto per obiettivo. |
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Alcuni
autori si sono pero' cimentati nell'esplorazione
delle possibilita' offerte da basi non quadrate: si
possono citare, per esempio, gli Origami ottenibili
con le banconote, con dei triangoli o perfino con
dei cerchi.
Recentemente sempre più spesso si vedono esempi di
“origami applicato”, si pensi ad esempio ai tanti
modelli usati all’interno di grafiche pubblicitarie
o agli oggetti di design ispirati direttamente dalle
forme origami (piatti, vassoi, lampade, tavoli,
ecc…). Ci troviamo qui di fronte un ottimo esempio
di origami applicati… si crea un soffietto per
macchina fotografica sfruttando un processo di
piegatura origami.
Vediamo di seguito la descrizione del procedimento
La prima cosa da fare è disegnare il tronco di
piramide che piegato diventerà il soffietto. In
questo progetto, per facilità di realizzazione, il
tronco di piramide che forma il soffietto è formato
da quattro pezzi uniti tra loro. |
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Nella
figura 1 è rappresentato lo schema delle
linee base di una faccia del tronco di
piramide.
Le dimensioni cambiano a seconda delle
dimensioni che deve avere il soffietto
finito; per questo progetto la base maggiore
del tronco di piramide deve misurare 12,5cm
x 14,5cm, mentre la base minore 8cm x 8cm.
Per rispettare i vincoli imposti dal
procedimento di piegatura le dimensioni
della base minore risulteranno leggermente
diverse (7,5cm x 9,5cm).
Si parte da una serie di rette parallele
distanti tra loro alternativamente 2,5cm e
2cm ed incluse in un rettangolo di 19cm x
27cm.
Le linee oblique si ottengono unendo tra
loro i punti di riferimento sulle linee
parallele, ottenuti misurando la loro
distanza dal bordo (sulla destra è stata
aggiunta un’ulteriore linea obliqua per
formare la linguetta che servirà per unire i
quattro moduli tra loro). |
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Si
finisce lo schema tracciando le
diagonali riportate in figura 2.
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La
figura utile è quella compresa tra
le due linee oblique più esterne,
occorre tagliare la parte di carta
eccedente.
Bisogna creare un’altra faccia
identica alla prima ed altre due
facce che differiscono dalla prima
solo per la lunghezza delle linee
parallele, che in questo caso
saranno di 2cm più lunghe.
A questo
punto bisogna marcare le pieghe di
tutte e quattro le facce usando un
oggetto appuntito (ad esempio una
penna a sfera scarica o un piccolo
punteruolo); questo procedimento
faciliterà notevolmente il lavoro di
piegatura.
Figura 2 |
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Si
prosegue unendo tra loro due facce di
tipo diverso incollandole usando
l’apposita linguetta, ottenendo
l’oggetto di figura 3.
Le due facce
unite tra loro vanno incollate su di un
foglio di carta velina nera usando colla
spray. Si rifinisce il modello tagliando
l’eccedenza di carta.
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Figura 3
Figura 4
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Ora
si deve piegare quella che di fatto
è la metà del soffietto seguendo lo
schema di pieghe in figura 4.
Usando
la terminologia propria dell’origami
formeremo le pieghe a valle e a
monte così come indicato in figura 4
appiattendo il soffietto (le pieghe
devono essere fatte tenendo in mano
il soffietto che ora è tridimenzionale). |
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Il modello va riaperto ed
incollato, sempre con colla
spray, ad un foglio di carta
velina nera precedentemente
trattata (va spennellata
davanti e dietro con una
miscela formata da due parti
di acqua ed una di colla
vinilica e lasciata
asciugare).
Si rifinisce il modello
tagliando l’eccedenza di
carta. Ora il modello va
ripiegato usando le pieghe
già fatte in precedenza. Lo
stesso procedimento va
ripetuto per le altre due
facce. Infine si uniscono
tra loro le due metà del
soffietto usando colla
vinilica. Il soffietto è
finito e pronto per essere
assemblato alla struttura
della macchina fotografica. |
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Lo stesso procedimento di piega può essere
utilizzato usando altri tipi di carta, lo schema
delle pieghe resta lo stesso, cambia solo il
metodo di lavorazione della carta: l’interno può
essere verniciato invece di utilizzare un foglio
di velina nera, il modello può essere ricavato
da un unico foglio anziché da un insieme di tre
ed è possibile disegnare l’intero tronco di
piramide su di un foglio solo senza scomporlo in
quattro parti, anche se questo complica un po’
il processo di piegatura del modello.
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Buone pieghe a tutti. |
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Pubblicato su:
IL
FOTOGRAFO Febbraio 2008 |
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Per informazioni:
©2008
Gino Mazzanobile |
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