SPQR Stenopeicum

 

Fotografia stenopeica a Roma

 

 

di Gino Mazzanobile & Stefano Fedele - articolo del marzo 2008

 

Il mondo della fotografia è ormai rivolto quasi esclusivamente al digitale, e' giusto che sia cosi' e lungi da noi l'idea "talebana" che tutto debba rimanere cristallizzato all'eta' "argentica".

Ma noi, insieme a uno zoccolo duro di analogici impenitenti, non rinunciamo a fotografare in modo consapevole, godendo di tutto quello che la tecnologia ci offre nel digitale, ma senza rinunciare al piacere di praticare la fotografia, come riscoperta di tecniche dal sapore antico e affascinante.


Da tempo avevamo io e Stefano Fedele, un'idea che poteva sembrare una follia anacronistica e snob, riprendere la Roma del centro storico con fotocamere stenopeiche artigianali, di cui sono appassionato costruttore e utilizzatore, detto e fatto...
Ci siamo incontrati a Roma ai primi giorni di marzo, armati delle fotocamere pinhole che  amo costruire, utilizzando legno e piccole minuterie.

Con una tecnica certosina e rilassante, realizzo un foro perfettamente circolare, del diametro di tre/quattro decimi di mm, che funge da obiettivo.

Si tratta del mitico foro stenopeico, per immagini dal sapore di fotografia arcaica e per questo emozionante.

 

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Questa che vedete non e' un'immagine da archivio storico, e' l'Arco di Costantino, si trova in vicinanza del Colosseo, visibile a destra, e' stata ripresa con fotocamera stenopeica "Variformat", pellicola 120 b/n Kodak TMAX da 120 ASA, tempo di scatto 20 sec, il pinhole (foro stenopeico) montato ha un diaframma equivamente a f/130 (diametro foro stenopeico 0.422 mm).

 

UN PO' DI STORIA

Il foro stenopeico era lo strumento usato dai pittori paesaggisti meno dotati, per proiettare su uno schermo all'interno di una sorta di camera oscura portatile, la scena da copiare sulla tela che poi veniva colorata. Ai tempi di oggi è un minuscolo foro da pochi decimi di mm, che sulla fotocamera stenopeica fa passare la luce, per impressionare una pellicola sul lato opposto al foro. Il risultato della ripresa stenopeica è un'immagine poco nitida e contrastata, ma con messa a fuoco su tutti i piani della scena. Un requisito fondamentale del foro stenopeico, è che i bordi del foro siano precisi, non frastagliati e che sia il più possibile di forma circolare, pena un peggioramento di qualità e incisione.

 

 

 

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Il genio leggendario  di Leonardo e il suo spirito di osservazione, gli permisero di osservare e teorizzare il principio ottico della riflessione dei fasci di luce, della loro proprietà di "invertire" la scena, se proiettata su una superficie bianca e opposta rispetto alla scena riflessa. E' incredibile! Leonardo da Vinci nel "Codice Atlantico" scrisse dell'effetto ottico stenopeico:
"Pruova come tutte le cose poste 'n un sito sono tutte per tutto e tutte nella parte. Dico che, se una faccia d'uno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole, arà al suo opposito un'abitazione, e in quella faccia che non vede il sole sia fatto un piccolo spiraculo retondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo e appariranno dentro all'abitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno lì appunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effetto sarebbe in ciascuno" (Leonardo da Vinci, in "Codice Atlantico" 1478-1518).

Un piccolo assaggio.  

 

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