VARNISCH  VS.  VARNISCH

Testo - foto e video di Gino Mazzanobile©2014

 

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Era l’inizio del mese di Marzo 2014, già da qualche tempo pensavo di mettermi all’opera tentando di ottenere una vernice quasi trasparente se confrontata a quella concepita attraverso la ricetta storica del varnisch appunto il cui impiego è la gioia o il disappunto riguardo l’ultima delle operazioni previste per chi si cimenta con la tecnica del “wet plate collodion”.

Difatti a conclusione delle sequenze  manuali già di per se impegnative circa la realizzazione di un’ambrotipia o di un tintype, qualcuno di noi lamentava e lamenta (me compreso) una diminuzione di circa uno stop di esposizione proprio dopo la colatura ed essiccamento di detta vernice a base di gomma sandracca il cui unico scopo è quello di preservare nel tempo l’immagine realizzata su materiali quali vetro, alluminio o plexy in tutto il suo fascino e luminosità.

Ogni collodionista che si rispetti, abbraccia la “piacevole fatica” al fine di ottenere una buona immagine che non può essere abbandonata così a se stessa; pertanto l’uso della vernice protettiva risulta d’obbligo così come appreso nel corso degli anni di sperimentazione e studio del procedimento già menzionato.

La sandracca è una resina estratta dal Tetraclinis articulata, albero della famiglia delle Cupressaceae originario del Nordafrica.

 

Sandracca

sandracca in granuli

 

È usata per la preparazione di vernici e lacche, talvolta pura, ma più spesso miscelata ad altri componenti. Aggiunta assieme ad altre resine alla gommalacca diventa un ottimo prodotto per la protezione di mobili e strumenti musicali. (fonte Wikipedia)

Prima di ricorrere alla sperimentazione della mia formulazione di vernice, avevo provato una sorta di varnisch attraverso l’uso di buone vernici trasparenti spray (per intenderci quelle utilizzate dai pittori) senza notare purtroppo o per coincidenza mutevoli apprezzamenti: la lastra sottoposta al trattamento risultava lustra, tuttavia e sfortunatamente il soggetto ripreso sia esso panorama, still life, ritratto, diminuiva in termini stilistici e fotografici la già ristretta scala tonale del procedimento al collodio con l’immagine non proprio brillante cosi come l’avevo previsualizzata.

Quella inequivocabile sensazione di chiusura nelle ombre molto fastidiosa per alcuni non la potevo accettare.  Spesso in ripresa sono ricorso come tanti collodionisti all’uso di una leggera sovraesposizione al fine di compensare lo “scurimento” causato proprio dalla verniciatura finale la cui formulazione ottocentesca postula.

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                     sandracca decolorata - sandracca ricetta storica

 

Apprendo che Gerald Figal patron di Collodion Bastards ha già ottenuto dopo una serie di test e prove una nuova portentosa vernice utile rimedio ai problemi evidenziati; richiedo a Gerald dietro pagamento,  un piccolo lotto di prova - sfortunatamente dagli U.S. è impossibile spedire sostanze altamente infiammabili, malgrado ciò il buon Gerald mi consiglia di contattare Ana Tornel che ringrazio confidenzialmente in quanto da Parigi riesce a farmi recapitare l’ equivalente sostanza denominata Scellach prodotta a base di gommalacca con aggiunta di olio di lavanda dall’intenso profumo che personalmente adoro.

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           primo filtraggio                                                                                                                                                 secondo filtraggio

Molti dei wet platers americani utilizzano la ricetta Poe Boy Collodion; anch’io ho eseguito diverse piastre con questa ricetta anche se il mio gusto personale mi orienta circa l’utilizzo della formulazione Old Work Horse.

Non sono ricorso ad attrezzature professionali né sostanze chimiche, è un procedimento solo per chi ha la pazienza e la passione della sperimentazione  unitamente al desiderio di ottimizzare le proprie immagini: l’importanza è il risultato finale.

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 terzo filtraggio

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                                                                            decolorata                                                                                      

  

Quindi, al fine di non aggiungere prodotti chimici sbiancanti (non sono un chimico) alla vernice con ricetta storica, ho utilizzato del carbone decolorante, prodotto ben noto per le sue caratteristiche di scolorimento naturale. Io stesso lo adopero da un ventennio in granuli per acquariofilia e assicuro che lasciando lo stesso per 2-3 giorni nella zona filtro dell’acquario, l’acqua diviene cristallina.

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carbone decolorante uso enologico  

 

La settimana prima di Pasqua ho rintracciato il carbone decolorante in polvere impiegato in enologia per decolorare il vino; il trattamento è esente da rischi o pericoli; cerco di spiegarmi con un esempio; se si è ottenuto un vino rosso corvino lo stesso senza alcuna perdita organolettica può essere decolorato con il carbone attivo e diventare un buon rosé.

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gomma lacca Anna Tonel

 

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 sandracca Gino Mazzanobile

 

Contrariamente all’amica Ana Tornel, non trovo noioso e dispersivo il trattamento delle piastre con questo sistema, però per il tempo impiegato lo sforzo è valsa la pena per una finitura completa delle stesse sia in vetro che alluminio che plexy riuscendo ad ottenere immagini più chiare di uno stop senza ingiallimenti indesiderati anche il contrasto pare sia migliore.

 

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                                                                     asciugatura a fuoco della piastra - non obbligatoria - 

 

 

Il mio procedimento messo a punto qui a Varese in Italia per decolorare la sandracca è stato il seguente e inizia così:

avevo stoccato quasi mezzo litro di “varnisch ricetta storica a base di sandracca"; anche se può apparire banale, il procedimento per la conservazione delle piastre al collodio umido è l'operazione più difficile del procedimento, difatti se mal eseguita può portare alla distruzione dell’immagine stessa. (n.d.r)

Ricetta storica:

400 ml alcool

60g gomma sandracca

40 ml olio di lavanda

 

 

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         vernice alla gomma lacca decolorata                                                                                                    vernice alla sandracca decolorata 

 

Ho impiegato 250ml. di suddetta sostanza aggiungendo carbone decolorante in polvere uso enologico, il composto una volta mescolato è diventato nero inchiostro ed il contenitore è stato posto per 30 minuti in acqua calda a bagnomaria agitando di tanto in tanto.  Trascorse 3 ore, ho iniziato molto lentamente il procedimento di filtraggio con filtri enologici; dopo ogni filtratura che avviene goccia a goccia, ho constatato personalmente a occhio la percezione di una chiarificazione della vernice; nondimeno le immagini parlano da sole e rendono il risultato.

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Il risultato finale? Guardate il video.